Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria

L’Ecomuseo

L’Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria interessa l’area dell’alta locride (Monasterace, Stilo, Pazzano e Bivongi) e delle Serre Calabresi (Fabrizia e Mongiana). In Questo territorio per oltre 2000 anni fu attiva una delle più importanti industrie pubbliche del Mezzoggiorno d’Italia, imperniata principalmente sulla siderurgia, sulla metallurgia e sull’attività estrattiva (miniere, ferriere, fonderie).

Si tratta di archeologia industriale che testimonia l’esperienza di un primo processo di industrializzazione di tutto il Mezzoggiorno. Questa cosa suscita stupore e sorpresa perfino tra noi Calabresi, che abbiamo immaginato la nostra terra come rurale e povera. Eppure la Calabria per un lungo periodo di tempo è stata considerata “la culla della prima industrializzazione meridionale”.

La presenza di insediamenti minerari risale fin dall’epoca romana, per passare poi a quella bizantina, normanna, sveva, aragonese, francese e borbonica per ultima. Tra il XVI e il XIX secolo, numerosi tecnici specializzati e imprenditori, provenienti dai distretti minerari europei (in particolare da Francia, Belgio, Austria, Spagna) e italiani (da Toscana, bergamasco e bresciano).

La formula dell’Ecomuseo

L’ecomuseo, da considerarsi una “impresa culturale” al servizio dello sviluppo di un territorio, ha l’obiettivo di favorire la  rinascita sociale ed economica della zona interessata, mediante l’attivazione di un turismo-culturale di massa (alberghi, ristoranti, camping, guide, operatori turistici), grazie anche ad  un indotto economico preordinato e/o spontaneo di tutte quelle antiche attività: artigianali, agricole, ecc., proprie del comprensorio.

L’ecomuseo è un museo abitato, che ha generato nel passato forme di vita molto specifiche. È uno strumento di identificazione, selezione, conservazione e presentazione ordinata del territorio e del sistema di rapporti, tra natura e società, tra uomo e ambiente, ereditati dal passato.

Il territorio dell’ecomuseo ha una grande importanza storico-archeologica e ha grandi potenzialità come attrattore turistico. Si tratta, infatti, di una delle poche realtà che conserva testimonianze monumentali ed archeologiche, che dal tempo dell’età del bronzo giungono fino agli anni cinquanta del XX secolo.

Natura, Arte, Enogastronomia

Il contesto naturale, artistico ed enogastronomico

Le grotte, naturali e non, sono numerosissime. Tra le più conosciute ci sono quelle naturali nel massiccio calcare dei monti Stella: Grotta di santa Maria della Stella, antichissimo eremo Ortodosso, e, nel monte Consolino, le molte “Laure”, antichissime cellule monastiche, una delle quali, Grotta del S.Angelo, conserva ancora tracce di affreschi bizantini. Tra le artificiali, scavate dall’uomo nell’arenaria, sono interessanti quelle di località Calamione, per il ritrovamento di materiale archeologico risalente al neolitico e all’età del bronzo.

L’idrografia è costituita principalmente dal fiume  Stilaro e dai suoi affluenti: il Ruggero, il Melodare, il Pardalà, il Cellia; e dal fiume Allaro, con  la Fiumara delle ferriere e la Fiumara di mulini. La fauna è composta da piccoli mammiferi (cinghiali, volpi, lepri, ecc..), poche decine di lupi, ghiri, cinghiali, gatti selvatici, anguille trote, ed una gran varietà d’uccelli.

Ci sono, infine, i suggestivi centri urbani risalenti tutti al periodo Medioevale, che custodiscono veri e propri tesori d’arte: Stilo, con il Castello normanno, la Cattolica, il Duomo, ecc ; Bivongi con il San Giovanni Theristi, la “Grangia” Certosina degli Apostoli; Pazzano con l’eremo di Santa Maria della Stella; Monasterace con il suo Castello, gli scavi magno-greci di Caulon.

Nell’area dell’Ecomuseo la cucina tipica è, come quella dell’intera Calabria, ricca di sapori e di ottima qualità. Domina la carne nella lista delle pietanze tipiche, spesso abbinata al vino DOC bivongi. La produzione dolciaria è particolarmente ricca e si caratterizza per l’uso di miele, mandorle, noci e “passuli”, uva zibibbo essiccata al sole. La “pitta di San Martino”, le “cuzzupe” e la “pignolata” su tutte.

Itinerari

Gli itinerari di visita dell’Ecomuseo

Itinerario delle acque e della metallurgia

  • Mulinu do Furnu e Ferriera Fieramosca
  • “Laveria” Impianto di flottazione
  • Parco Nicolas Green
  • Bagni di Guida
  • Casa Albergo
  • Centrale idroelettrica Guida
  • Centrale idroelettrica Marmarico
  • Cascata del Marmarico
  • N°11, Condotte forzate delle dighe
  • Ferriera Arcà e Azzarera
  • Lago Giulia (lago artificiale)
  • Fonderia Ferdinandea
  • Chiesa Vecchia
  • Villaggio Ziia

Itinerario delle miniere

  • Antica miniera con fornace nelle vicinanze
  • Fontana Vecchia (o dei minatori)
  • Cappella di San Rocco
  • Grotta S.Angelo
  • Eremo di Monte Stella
  • Grotta Madonna della Stella
  • Area delle miniere e delle cave
  • Mulino Vrisa

Itinerario dei mulini

  • Mulino do Regnante
  • Mulino Gargano
  • Mulino Poteda 1
  • Mulino Poteda 2
  • Mulino Mastru Cicciu
  • Mulino Midia

Itinerario religioso

  • Cattolica di Stilo
  • Grotta S.Nicola ed Ambrogio
  • Kastrum Bizantino
  • Castello Normanno
  • Miniera Garibaldi
  • Grangia degli Apostoli
  • Monastero di San Giovanni Therestis

Per una descrizione più approfondita dei luoghi degli itinerari consultare la pagina del sito dell’ecomuseo.

Info

Contatti e info

ACAI (Associazione Calabrese Archeologia Industriale)

Tel.: 0964 –  775442
Fax: 0964 – 731372

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